Vi propongo un articolo scritto dall’Ing. Giusepper Vecchio per AgrigentoOggi.it
L’esigenza di scrivere questo articolo nasce dal sottoscritto, anzitutto come libero cittadino che ama la propria città e che vuole soprattutto capire bene e far capire bene alla gente che cosa sia un Rigassificatore, se si tratti di un’opera cosi pericolosa come sostiene una parte di concittadini e sull’idoneità del luogo scelto, dopo l’incontro che ha visto protagonisti i cittadini di Agrigento ed i vertici di Nuove Energie svoltosi al Palazzo vescovile il 27 ottobre alla presenza dell’Arcivescovo Montenegro ed a cui ero presente.
Un rigassificatore è un impianto in cui viene conservato gas naturale allo stato liquido in opportuni serbatoi, nel caso di Porto Empedocle si tratta di due serbatoi da 160.000 mc ciascuno. Tale impianto produrrà 8.000.000 di mc di gas pari circa al 10% del fabbisogno nazionale.
Gli stessi dubbi e le stesse domande che si sono poste tutti quei cittadini agrigentini pronunciatisi contro il Rigassificatore (vocazione turistica, vicinanza dei Templi, pericolo incidente, abitato vicino, effetti sull’ambiente marino, rischio calamitoso) me le sono poste anch’io naturalmente e ho cercato di trovare una risposta sia nelle dichiarazioni dell’A.D. di Nuove Energie Ing. Luzio sia in base a notizie, a ricerche personali e alle conoscenze acquisite.
Per quanto riguarda gli Aspetti ambientali:
Il progetto del Rigassificatore di Porto Empedocle ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie da parte degli Enti competenti, ed in particolare, la più difficile in assoluto, il Decreto autorizzativo sulla Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente e di quello ai BB.CC. con la presenza all’interno della Commissione V.I.A. dell’ex ministro Pecorario Scanio, noto per le sue battaglie ambientaliste e per la sua intransigenza verso il rispetto dell’ambiente.
Il Rigassificatore di Porto Empedocle ha un impatto ambientale giudicato minimo dal tale Commissione V.I.A. e vediamone i motivi:
Ambiente: l’impianto sorgerà in un Area industriale quindi perfettamente compatibile alla destinazione d’uso del territorio; I due serbatoi sarnno interrati per il 75% della loro altezza complessiva quindi minimo impatto paesaggistico, assenza di potenziale effetto domino visto che nelle vicinanze non sono presenti attività pericolose e incompatibili con l’impianto, nessuna interferenza significativa con le attività portuali: verrà fermato solo durante le ore di attracco delle navi gasiere che tra l’altro attraccheranno in un molo costruito appositamente per tale utilizzo a levante (su base annua circa il 3% del tempo).
Riguardo alla possibilità che si verifichi erosione delle coste, gli studi geologici effettuati (affidati tra l’altro a studi tra i piu importanti del mondo) dimostrano che non potranno verificarsi fenomeni di questo tipo.
Atmosfera: non vi sono emissioni significative (l’impianto non produce fumi di combustione); la torcia alta 35 m sarà del tipo spento, cioè servirà solo per motivi di emergenza in caso di sovrapressioni e si vedrà la fiamma e brucerà gas sol in quel caso.
Idrico: l’acqua di mare utilizzato nel processo verrà restituita a una temperatura di 5° inferiore a quella normale e tali effetti termici si annullano a 150 mt dalla costa.
Inoltre nell’acqua non verrà rilasciato cloro in quanto verrà utilizzato un sistema di elettroclorazione.
Ed ancora l’acqua verrà prelevata all’interno del porto e rilasciata all’esterno avendo cosi pure l’effetto positivo di ricambio totale dell’acqua del porto ogni 10 gg.
Rumore: gli effetti sono trascurabili nelle vicinanze.
Riguardo agli Aspetti tecnici legati alla sicurezza è bene sottolineare che un Rigassificatore non è un impianto a pressione in quanto il gas viene stoccato nei serbatoi a pressione atmosferica ed alla temperatura di -160° C. Lo stato liquido del gas è ottenuto grazie alla bassa temperatura. E’ importante sottolineare il fatto che nn si tratti di un impianto a pressione perché il che elimina la possibilità di formazione di grandi nubi esplosive e di incidenti catastrofici dovuti ad esplosioni, poiché eventuali (ma solo teoriche) fuoriuscite di gas sarebbero limitate e circostanziate perché il GNL passerebbe molto lentamente dallo stato liquido a quello solido ed in ogni caso il gas che fuoriesce per poter prendere fuoco avrebbe bisogno di una sorgente di innesco oltre che trovarsi allo stato gassoso e ad una concentrazione nell’aria compresa tra il 5 e il 15%; infine il GNL è un gas estremamente volatile e piu leggero dell’aria quindi salirebbe rapidamente verso l’alto.
Impossibili le perdite di gas perché i serbatoi sono costruiti in acciai speciali al nichel al 9% e nel caso di Porto Empedocle si tratta di serbatoi interrati ed a doppio contenimento, cioè IL GNL è contenuto in un serbatoio interno, questo serbatoio a sua volta contenuto in un serbatoio più grande e l’intercapedine tra i due serbatoi è riempita con azoto, un gas inerte non infiammabile.
Per cui, anche ove si verificassero, ma solo in linea teorica verrebbero contenute all’interno del recipiente esterno anch’esso dello stesso materiale e sigillato.
Il tutto unito a una serie di sofisticati sistemi di sicurezza automatici ed indipendenti da errore umano conferiscono a tale impianto un livello di sicurezza elevatissimo.
I serbatoi sono inoltre progettati per resistere a terremoti, mareggiate, collisioni e intrusioni esterne di qualsiasi tipo.
Riguardo ad incidenti già verificatisi mi sono documentato anche su questo per la mia sete di conoscenza: il primo si verificò a Cleveland nel lontano 1944, il rigassificatore era costruito con tecnologie obsolete ormai ampiamente superate.
Poi vengono citati spesso gli incidenti verificatisi negli impianti di liquefazione di Chiapas in Messico nel 1996 e di Skikda in Algeria, ma gli impianti di liquefazione del gas sono ben altra cosa (cioè impianti che trasformano il gas dallo stato gassoso allo stato liquido, il processo inverso quindi). L’impianto di Porto Empedocle è invece un Rigassificatore, quindi non è un impianto di liquefazione del gas.
Per il resto si tratta sempre di piccoli incidenti di poca rilevanza che potrebbero succedere in una qualunque fabbrica e che non hanno fatto vittime, solo in qualche caso qualche infortunio.
Riguardo invece alla sicurezza delle navi metaniere, queste sono appositamente progettate e realizzate per questo scopo con materiali speciali e sofisticati sistemi di sicurezza.
Tutte le navi sono a doppio scafo e con resistenza strutturale e di progetto tale da garantire l’integrità dei serbatoi di GNL anche in caso di incagliamenti e collisioni.
I fatti dimostrano che da quando è iniziato il commercio marittimo di GNL, sono stati effettuati circa 80000 viaggi con metaniere senza che si sia mai verificato un incidente significativo.
L’unico incidente grave si verificò a Porto Venere nel 1996 su una nave metaniera in fase di collaudo e non durante il trasporto o le operazioni di attracco.
Infine tutte le manovre all’interno ed in avvicinamento al porto verranno assistite da rimorchiatori e mezzi antincendio e avverranno alla velocità max di 3 nodi.
Infine analizziamo i vantaggi economici e infrastrutturali per il territorio:
I lavori per la costruzione del Rigassificatore, che avranno inizio entro il marzo del 2010, vedranno impegnati da 500 a 900 lavoratori per 4-5 anni ricorrendo prioritariamente a imprese e risorse locali, come sottolinea l’Ing. Luzio, mentre per la gestione dell’impianto saranno impiegati 85 lavoratori altamente formati e specializzati oltre all’indotto (manuteznzioni e assistenze esterne, ormeggiatori, vigilanza ecc.) di almeno 125 lavoratori necessari per un totale di circa 200 lavoratori.
Le ricadute economiche che tale impianto avrà, con interventi diretti sul territorio saranno nel dettaglio:
Per il Comune di Porto Empedocle: Dragaggi annuali del Porto che consentiranno l’attracco anche alle grosse navi da crociera, ristrutturazione di un edificio pubblico, 14 mln di euro al Comune di Porto Empedocle da utilizzare esclusivamente e per contratto per interventi socio-economici a favore della collettività, conversione a gas della centrale ENEL esistente (abbattendo in tal modo le emissioni inquinanti dell’attuale centrale), contributo annuo correlato alla quantità di gas rigassificato persumibilmente circa 2 mln di euro/anno, cessione a titolo gratuito del freddo prodotto in tal modo messo a disposizione di eventuali attività industriali che vorranno approfittare di tale opportunità (es. attività industriali che prevedono la surgelazione di alimenti ecc..).
Gli accordi con la Regione siciliana prevedono inoltre:
Impianto di Illuminazione della Valle dei Templi, viabilità nell’area, banchinamento navi da crociera, allestimento museo del mare a Porto Empedocle, cessione gratuita di acqua potabile messa a disposizione dell’Area Industriale A.S.I, contributo annuo sul gas prodotto pari a 2,5 mln euro. Inoltre i vertici di Nuove Energie sostengono che il Comune di Agrigento è già stato invitato anch’esso per discutere sui vantaggi da richiedere per il proprio territorio.
Infine un’ultima considerazione su cui ognuno può riflettere, riguardo alla presunta incompatibilità con lo sviluppo turistico del territorio di Agrigento, questo dipende anzitutto da chi lo ha amministrato in tutti gli anni passati e non è stato capace di cogliere le opportunità, secondo ci vuole anche una mentalità imprenditoriale che probabilmente ad Agrigento non è mai esistita, o per lo meno in gran parte, terzo ci sono esempi in tutto il mondo di Rigassificatori nati in importantissime zone turistiche che non hanno risentito per nulla della presenza di tali impianti; ne cito solo due, per noi i piu conosciuti, il Rigassificatore di Barcellona, in Spagna, tra l’altro con serbatoi a vista e quelli si di notevole impatto visivo ed il Rigassificatore di Panigaglia, vicino a Porto Venere, Lerici e La Spezia nei pressi della Riserva naturale delle 5 terre.
Inoltre la Società Nuove Energie si è impegnata contrattualmente a fare opere marittime sul porto per decine di milioni di euro che altrimenti non si sarebbero mai potute realizzare, permettendo cosi anche alle navi crociera di entrare nel porto.
Ancora una volta mi auguro di aver dato un contributo di chiarezza e di informazione a tutti gli Agrigentini. Inutile sottolineare ancora che si tratta di valutazioni su cui tutti possono obiettare e comunque riflettere, ma in ogni caso documentate e basate su fatti e documenti reali.
Scritto da Giuseppe Vecchio (ingegnere)


Caro Giovanni,
ho letto con molto interesse il divertente – se non fosse tragico – compendio di castronerie contenuto in quello che viene presentato come un “contributo di chiarezza e di informazione a tutti gli Agrigentini”
Potrei facilmente contestare affermazioni quali “l’unico incidente grave si verificò a Porto Venere nel 1996 su una nave metaniera in fase di collaudo e non durante il trasporto o le operazioni di attracco”, mostrando le foto o i link alla notizia dell’incendio della Gaz Poem quando nel 2002 al largo di Hong Kong prese fuoco mentre trasportava 20.000 tonnellate di metano.
La nave venne evacuata e le autorità cinesi temettero che l’esplosione avrebbe potuto raggiungere la terraferma a decine di miglia di distanza.
Basterebbe questo a dimostrare l’attendibilità di quanto riportato nell’articolo.
Voglio invece soffermarmi su un altro particolare: la correzione dei commenti.
Da buon operatore dell’informazione, l’ingegnere Vecchi mi ha invitato a spiegare le ragioni del mio “no” all’impianto, così come lui aveva spiegato le ragioni del “sì”, che aveva anche documentato (?).
Con un mio successivo commento – che riporto in calce – facevo presente all’ingegnere che mi sarebbe stato impossibile riproporre in un commento le centinaia di pagine scritte e lo invitavo a voler prendere visione delle gallerie fotografiche da me pubblicate e dei tanti articoli in merito.
Risultato?
Onde evitare la figuraccia al tecnico preparatissimo e superinformato, dal commento venivano tolte le informazioni che avrebbero potuto mostrare una realtà diversa da quella descritta.
Non voglio commentare oltre la penosa vicenda…
Mi auguro che almeno tu, nonostante abbiamo idee diverse in merito alla realizzazione di quest’opera industriale, non vorrai censurare questo mio commento.
Cordiali saluti
Gian J. Morici
Commento da me inviato ad agrigentooggi (e da loro modificato):
“E con questo chiudo:
posto che non ci sarebbe nè il tempo nè lo spazio per riscrivere tutto quello che ho già scritto e documentato, mi permetto di invitarla a leggere al seguente link:
http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/
Per quanto riguarda l’assoluta assenza di rischio, sia così gentile da vedere le gallerie fotografiche:
http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/cose-un-rigassificatore
Visto che si è tanto documentato, non le dispiacerà certamente andare a leggere quanto pubblicato sul sito della Ioniogas e da me riportato con le dovute precisazioni:
http://www.lavalledeitempli.net/ambiente/rigassificatore/cose-un-rigassificatore/rigassificatore-ioniogas-2013-le-informazioni-dal-loro-sito/
Sono certo che ben comprenderà la gaffe fatta nell’invitarmi a spiegare e documentare come lei ha fatto nel suo articolo, vista l’impossibilità di riportare in un commento le centinaia di pagine da me in precedenza scritte.
Mi meraviglia il fatto che un tecnico che si è ben documentato non si fosse accorto di quanto materiale abbiamo pubblicato e che è anche stato ripreso citando la fonte da riviste come Focus o che è stato oggetto di duro confronto con giornalisti del calibro di Gianantonio Stella.
Sarei proprio curioso di conoscere la fonte delle sue informazioni.
Enel?”