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Giovanni Nocera






Rigassificatore, il punto di Eduardo Sessa (Fim Cisl)
apr 1st, 2009 by Giovanni Nocera
Non entrerò nel merito di una delle tante obiezioni avanzate sulla costruzione dell’impianto , sarebbe a dire quella relativa alla sicurezza, in quanto a mio modesto avviso, sono convinto che tutte le commissioni che hanno esaminato il progetto e hanno rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie mi rassicurano e garantiscono in merito, anche perché non penso che vi siano gruppi di persone così scellerate da mettere a rischio la vita di migliaia di cittadini.
Voglio parlare inizialmente della questione occupazione, che è il tema per cui mi sento di rappresentare un gran numero di lavoratori.
Vero è che l’impianto quando sarà ultimato ed entrato in funzione occuperà circa 50 unità lavorative, e fin qui dico che non sono tanti , ma davvero non si può dire che siano pochissimi;
ma vogliamo considerare il fatto che durante la fase di costruzione invece i lavoratori
impegnati saranno tra 400 e 500 unità e per un periodo di circa 4-5 anni?
Sfido chiunque a dire che sono ancora pochi e inutili.
Mi chiedo, ma esiste un’altra realtà in qualsiasi altra parte dell’Italia in questo periodo così tragico di crisi occupazionale con una continua lista di fabbriche e piccole imprese che chiudono e licenziano, in cui si parli di occupare 400-500 lavoratori e per un periodo così relativamente lungo?
Certo si dirà che dopo i 4 o 5 anni la costruzione terminerà e quei lavoratori avranno esaurito quella fase lavorativa, ma non si può escludere che nel frattempo la crisi possa finire e l’economia iniziare a riprendere il cammino, e che comunque la realizzazione di un’ impianto di quelle caratteristiche possa essere l’inizio o fare da volano per la nascita di nuove attività industriali , artigianali o altro.
Io sono stato eletto Segretario Generale della Fim alla fine del mese di febbraio e nei giorni immediatamente dopo la mia elezione, le cose di cui mi sono trovato ad occupare, sono stati diversi accordi di Cassa Integrazione , e francamente mi si stringeva il cuore al pensiero di quelle famiglie che per alcuni mesi avrebbero avuto solo quel tipo di sostentamento per vivere (ammesso che le ditte interessate avessero i requisiti per accedere a tale strumento).
Tra tutti quelli che si sono schierati contro la realizzazione del rigassificatore qualcuno si è mai trovato di fronte a situazioni del genere?
I ben pensanti hanno mai parlato ogni giorno con quei padri e madri di famiglia che settimanalmente rischiano di perdere il posto di lavoro e non poter più garantire le cose più essenziali ai propri figli, o doverli ritirare dagli studi scolastici e universitari?
Bene questi problemi ormai io li vivo giornalmente e non riesco a dare una risposta concreta a tanta gente, l’impianto a Porto Empedocle sicuramente non risolverà i problemi di tutti , ma almeno ne salverà alcuni.
Altro punto saliente è la location dell’impianto.
Chi dice che il posto si trova vicinissimo alla Valle dei Templi e rovinerebbe la visuale di questa meravigliosa località, altri disturbano Il grande Pirandello, poiché sarebbe anche vicina alla casa natale del grande drammaturgo, altri ancora criticano il fatto che trovandosi vicino alle spiagge metterebbe a rischio l’industria del turismo nella zona.
Io dico a questa gente, ed invito tutte le testate giornalistiche di tutta Italia a venire a vedere di persona il sito per farsene un’idea precisa,
il 21 novembre 2008 è stato ad Agrigento il Direttore Generale dell’ Unesco Koichiro Matsuura, e francamente nelle sue parole non mi pare si sia schierato contro il progetto, ma soprattutto ha garantito che la Valle dei Templi è e rimarrà un patrimonio mondiale.
L’impianto come si è potuto vedere nel progetto presentato, proprio a difesa del
territorio agrigentino sarà un’impianto in gran parte sotterraneo e quindi difficilmente visibile dalla Valle, solo alzandosi in volo con un’elicottero potrebbe esserne possibile la vista.
Per continuare sulla location, dopo una visita nei luoghi interessati del maggior
rappresentante di un noto tour operator a livello internazionale, è da escludere qualsiasi insediamento di tipo turistico in quel posto.
Ed è ovvio pensare che nessun operatore turistico investirebbe un centesimo in una zona dove a destra sorge un depuratore di acque fognarie, e a sinistra un impianto dissalatore ( a proposito è di questi giorni la notizia che vedrebbe l’ampliamento di questo impianto con altri moduli occupando ancora spazi, senza che nessuno abbia storto il naso per la localizzazione dicendo che è stato rubato ancora territorio allo sviluppo turistico ).
Quell’area , chiamata area ex Montedison, non ha alcun requisito per ospitare impianti o siti turistici, è e può ospitare solo strutture industriali, e si sbagliano a mio modo di vedere tutti quelli che hanno criticato in questi ultimi anni l’allora Sindaco di Porto Empedocle l’ On. Giuseppe Sinesio quando fece in modo che grossi colossi industriali venissero ad investire a P. Empedocle, mi riferisco alla Centrale Enel, alla Montedison ed all’impianto della Cementeria.
Guardiamo le cose come si presentavano a quel tempo , immediato dopoguerra , e i paesi si svuotavano di tutta la gente che per mancanza del lavoro era costretta ad emigrare, solo Porto Empedocle risultava essere una piccola isola felice in quel momento, e che stava vivendo il fenomeno inverso “ l’ immigrazione “ di tanti lavoratori che dai paesi vicini si spostavano per venire a lavorare in quelle nuove fabbriche.
Parlando spesso con lui, mi raccontava l’ On. Sinesio, che non era neanche immaginabile la possibilità di una sviluppo turistico, anzi forse nessuno sapeva cosa fosse il turismo in quel periodo, quindi erano e sono irriconoscenti quanti oggi solo alla luce dei fatti attuali si scagliano contro quella scelta.
La responsabilità va semmai ricercata nella incapacità delle successive gestioni amministrative di non avere saputo garantire una continuità a quella situazione fino a quel momento così favorevole.
Tornando al danno che l’impianto causerebbe al turismo, mi risulta che esistono altri posti al mondo dove detti impianti sono quasi limitrofi a splendide spiagge e alberghi, frequentatissimi da grossi gruppi di turisti, segno questo che le due realtà possono benissimo convivere, e che addirittura lo sviluppo turistico nella provincia trarrebbe un beneficio alla luce dell’accordo siglato dall’ Amministrazione attuale ( e bisogna darne atto al Sindaco attuale) e la società gestore dell’impianto, che vede il Comune di Porto Empedocle entrare come azionista ( anche se con una piccola percentuale) partecipando quindi alla divisione degli utili e ottenendo anche una royalty sulla produzione del gas, somme queste, che ( e ovviamente mi auguro che le Amministrazioni che verranno si muovano in tal senso ) potranno essere investite per migliorare ancor di più l’aspetto estetico del paese, migliorare i servizi esistenti e garantirne di nuovi, per non dire che si possa trovare il modo per
incentivare nuove attività legate al turismo.
Quando sono nella città di Agrigento, spesso mi soffermo ad ammirare due splendidi siti che vi si trovano , uno un meraviglioso palazzo proprio nel centro del Viale della Vittoria dove una volta sorgeva uno splendido albergo, adesso sede di
uffici ( Ufficio delle Entrate ), e un’altro sito dove era ubicato l’ ex ospedale psichiatrico, anch’esso adibito ad uffici ( AUSL ) , mi chiedo:
ma di quale turismo si parla ad Agrigento quando si hanno dei posti così belli , e si decide di utilizzarli come sedi di uffici, oltretutto anche scomodi per la difficoltà di assicurare i posteggi per le auto all’utenza, quando invece si sarebbero potuti sfruttare per ospitare strutture alberghiere che
sicuramente sarebbero stati richiestissimi dai tour operatori di tutto il mondo per il panorama quasi unico che dai quei posti si può godere?
Gli unici alberghi che possono ospitare grosse comitive di turisti si trovano al Villaggio Mosè, una porzione di territorio, fuori di alcuni Km. dal centro abitato.
E questo il modo di fare turismo allora?
Il vero problema di questa terra così martoriata è che vige la legge del “ NO “ ovvero se non sono io a proporre un progetto meglio mettersi di traverso e ostacolarlo a tutti i costi.
Così non ci sarà mai un vero futuro in questa Provincia.
Mi piace portare sempre un paragone :
quando in una famiglia c’è un parente ammalato che rischia seriamente di morire viene spontaneo adoperarsi ognuno per le proprie conoscenze e competenze perché si possa far guarire l’ammalato, inutile stare a litigare, così come nel caso della nostra Cara Provincia, che si smetta di litigare solo per posizioni prese o per posizioni politiche diverse, è il momento che tutti ci si metta a lavorare per dare la possibilità a quest’ Ammalato di guarire e magari dopo se ancora se ne avrà voglia si potrà riprendere la battaglia politica e dei ruoli.
Eduardo Sessa (Segretario Generale Fim Cisl Agrigento)
Rigassificatore, il punto di Eduardo Sessa (Fim Cisl) | AgrigentoWeb.it.
Tags: cisl, eduardo sessa, fim
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