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di Paolo Vizzì*

Ora ci si mettono pure i socialisti di Palillo, raccolgono firme contro la costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle. La compagnia è buona, ARCI, Amministratori Agrigentini, Legambiente ecc.. ecc… . Ripetono che ci sono pericoli, che non ci sarà nessun vantaggio per gli abitanti, dicono che si tratta dell’ennesimo stupro ai danni di un territorio già abbastanza martoriato. Molti sostengono che il sito è troppo vicino alla valle dei templi, patrimonio dell’umanità, che sarebbe deturpata dalla presenza dell’impianto. Cose strane che succedono: La politica e gli empedoclini sono in linea di massima d’accordo con la costruzione dell’opera. Ma i soliti noti, quasi fosse una guerra personale, continuano a ricorrere, a raccogliere firme a fare conferenze stampa ecc… ecc… . La sensazione che nasce spontanea è un misto di pena e compassione che sono però accompagnate da una fottuta voglia di prenderli tutti a calci nel sedere fino a Rimini, Porto Cervo, Forte dei Marmi o Ibiza (a scelta) per fargli vedere cosa vuol dire impegnarsi per la propria terra e fare fruttare le risorse che GAIA ha avuto la bontà di concederci. Agrigento ha avuto ancora di più: I devoti di Zeus si sono fatti vivi 2500 anni fa e ci hanno lasciato diversi ricordini mica male, risparmiati dalla storia e dalle guerre, ma mutilati (volgarmente smontati pezzo a pezzo) a maggior gloria delle città nuove. Nonostante tutto, rimane moltissimo da vedere e tanto ancora da scoprire. La sensazione è quella di avere una Ferrari con una splendida carrozzeria fatta dalla mano di un dio greco, una larghissima e dritta strada lasciata da un mare benevolo e di non essere in grado di percorrere nemmeno un centimetro. Perchè tutto ciò? Quale miglior esempio della vicenda del Rigassificatore! Tralasciando le faccende tecniche, cosa comporta la costruzione di questo impianto? Semplicemente una pioggia di milioni di Euro su Porto Empedocle farcita da diversi posti di lavoro ed accompagnata da una semplice ed apparentemente innocua prospettiva: l’entrata di Vigata, e di quella disgrazia che è Agrigento, nel circuito delle navi da crociera. Poca cosa, si tratta soltanto di una nave al giorno che scarica qualche migliaio di turisti. Soltanto questa prospettiva, oltre alle tante altre possibili, dovrebbe mettere in moto tutti gli agrigentini ed i marinisi (che lo hanno capito e fatto) per prepararsi ad accogliere tutta questa gente. Invece no! E… l’impatto ambientale (quasi inesistente), e… la deturpazione della fascia costiera, e…. l’esplosione del bombolone, ….le cavallette, ….le sette piaghe d’Egitto. Dov’erano costoro quando di è fatto il sacco edilizio di Agrigento, dov’erano costoro quando si è costruito quel mostro di cavalcavia che collega con Piazzale Rosselli, dov’erano costoro quando si dovevano abbattere le costruzioni abusive, soprattutto dov’erano costoro quando il governo nazionale ha tolto alla Provincia diverse decine di milioni per le infrastrutture? Qualcuno di questi che ha paura di deturpare la costa è mai stato a vedere cosa c’è per ora in quei luoghi? Ha mai visitato l’ex Montedison? Si faccia una passeggiata e poi parli! Tacciano lor signori tacciano! Il tempo.. ecco il tempo, quanto ne viene sprecato in chiacchiere inutili, ad azzuffarsi sul capello, a marcare territori e differenze, a fare il gioco di chi sputa più lontano. Forse è questo uno dei problemi veri della politica agrigentina, quello di pensare sempre che …c’è sempre tempo, ma quando soltanto uno dei ragazzi nati in questa terra scappa via in cerca di fortuna è segno che il tempo è già scaduto. Dicevamo…. il tempo speso a cercare di non far fare potrebbe essere più produttivamente speso a cercare di far funzionare i collegamenti tra PE ed AG in modo da permettere a chi arriva al porto di fruire delle nostre bellezze, lasciando magari qualche euro. Potrebbe dedicarsi a creare un vero circuito del turismo agevolando l’ingresso e la permanenza ti turisti che fino ad ora hanno fatto soltanto guarda e fuggi. I tema non è rigassificatore si o rigassificatore no. Il tema è lo sviluppo, che non è fatto dalla Multiservizi, dalla Biosphera o dall’ATO vattelappesca, ma si chiama SIR Roccoforte, Mocada, Valle dei Templi, Spiagge attrezzare, Viticoltura di qualità, sicurezza, Navi da crociera, mercati asiatici e così via cantando. Questa è la vera sfida, non queste fasulle polemiche che hanno soltanto lo scopo di farsi vedere qualche minuto in televisione per potere dire …Io c’ero.

*Fondatore Ad Est

Ad Est on line…: Rigassificatore: Tiro al piccione..

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9 Responses to “Rigassificatore: Tiro al piccione.”

  1. Ivan scrive:

    Io sono contro il rigassificatore a PE, ma non contro i rigassificatori in genere. I motivi sono tanti e non ritengo che sia produttivo parlarne con lei.
    Ha citato Giovanni Palillo o legambiente ma non ha citato tutte quelle associazioni cittadine costituite da giovani che quando accadeva il sacco edilizio di Agrigento non erano nemmeno nati, oppure lei sconosce che nel Piano del Parco archeologico di Ag è previsto l’abbattimento di tutte le case abusive (ma questo è un altro problema serio e profondo, che non va usato come slogan caro Vizzì!)
    La realtà che Ag è stata sempre succube e passiva, ma adesso forse qualcosa cambia e i suoi giovani hanno la voglia di lottare e di esprimere la propria opinione per non sentire più persone come lei dire: “dove eravate”.
    Parla dell’area della Montedison…bravo…questo è il frutto di una politica dissennata guidata solamente dal denaro!!! Perchè,vede, in una realtà votata al turismo(che non decolla per demeriti politici, ma questo è un altro discorso!) considerare l’area della Montedison come industriale è qualcosa di sconclusionato!!!
    Continui a parla di navi da crocera se poi mancano le infrastrutture ricettive elementari… dice bene di “dedicarsi a creare un vero circuito del turismo agevolando l’ingresso e la permanenza di turisti che fino ad ora hanno fatto soltanto guarda e fuggi”, ma il rigassificatore cozza con lo sviluppo turistico, con il parco archeologico, con la casa natale di Luigi Pirandello ecc ecc

  2. Per avere una risposta dall’autore dell’articolo le conviene lasciare il commento sul sito della rivista Ad est, seguendo il link alla fine del post.

  3. Paolo Vizzì scrive:

    Gentile ivan, visto che io sono chiaramente identificato ed identificabile, non sarebbe nemmeno male conoscere il suo di cognome. Le opinioni si debbono esprimere a viso aperto e senza alcun timore di essere riconosciuti. Noto con piacere che almeno qualche punto di vista ci è comune, ma visto che “non ..è produttivo parlerne con me (lei).” Arrivederci.
    Saluti da Paolo Vizzì, individuo scrivente chiaramente identificato…

  4. Gian J Morici scrive:

    Egregio Vizzì,
    l’accusa a chi non c’era, ma gari perchè non ancora nato o forse in fasce, mi sembra quanto di più patetico possa esistere. Ma poichè evidentemente per scrivere così Lei c’era, devo dedurre che quanto accaduto ha trovato il Suo consenso. Mi dispiace inoltre che Nocera pubblichi senza commentare, uno scritto in cui si accusa chi lascia un commento di usare un nickname, che è la cosa più normale del web. Lo stesso Nocera, usa un nick e nessuno gli muove appunti di questo genere. Sono certo, che se l’appunto fosse venuto da uno di noi, contrario al rigassificatore, questa precisazione l’avrebbe fatta Nocera stesso. Non aggiungo altro, poichè anch’io ritengo perfettamente inutile un confronto con chi, partendo da posizioni precostituite, non ha nulla da aggiungere al dibattito.
    Preferisco avere interlocutori come Nocera…
    Cordiali saluti da un “identificato e identificabile”

  5. Gaetano Alessi scrive:

    Io sono contro il rigassificatore, ma difendo la possibilità di Vizzì di scrivere quello che pensa e argomentarlo..
    Un saluto

  6. Gian J Morici scrive:

    Condivido il fatto che Vizzì debba poter esprimere le proprie opinioni. Ma muovere una critica a qualcuno solo per il fatto che non aveva l’età per intervenire su determinati temi, mi sembra assurdo. Riguardo la libertà di pensiero, ritengo che la stessa libertà vada riconosciuta a Ivan, che non può essere costretto a declinare le proprie generalità. Del resto, anche sui media tradizionali, vengono pubblicati articoli senza nomi per esteso e/o lettere con la dicitura “lettera firmata”, ma il cui autore resta per i lettori un perfetto anonimo.
    Con stima
    Gian J Morici

  7. paolo vizzì scrive:

    come al solito si legge e si capisce soltanto quello che si vuole. Poi, sentirsi accusato per qualcosa della quale non si è chiaramente responsabili mi sembra quantomeno fuori posto. Il dov’ erano costoro è chiarissimo. Ad ogni modo, su ad est ho esplicitato meglio il mio pensiero, chi vuol capire….
    grazie, un saluto
    paolo vizzì

  8. Kalumet scrive:

    Sono un semplice (e non politicamente categorizzabile) anonimo cittadino che non vuole il rigassificatore sulla costa. La mia posizione è ormai ben maturata, nessuno potrà convincermi del contrario ma non per questo mi sento far parte di quelli del “no! sempre e comunque”.
    Sicuramente ci saranno alcuni che con il “pro” e il “contro” cercano solo di mettersi in mostra e fare i propri interessi (ultimamente sento dire lo stesso di chi da anni combatte la mafia), ma il mio unico interesse è quello di non permettere che altre nefandezze vengano compiute nel nostro terriorio, soprattutto senza darci la possibilità di scegliere come si è fatto per Priolo, affinchè venga abbandonato per sempre un progetto industriale, sostituendolo con uno equivalente dedito all’unica vera possibilità di svolta per Agrigento e provincia: il Turismo, quello con la T maiuscola, quello che finora non c’è mai stato.
    Mi piacerebbe anche che chi fosse a favore del rigassificatore si battesse oggi per la campagna referendaria, solo per una questione di principio, perchè a ruoli invertiti lo avrebbe sicuramente fatto, perché solo così potrà vincere la democrazia, quella in cui ancora molti di noi credono.
    Mi piacerebbe che chi fosse a favore del rigassificatore perchè la crede un’opera necessaria per la risoluzione del problema energetico, si battesse per la sua costruzione offshore, invisibile e meno rischiosa per la costa, e per la trasformazione del porto a sola destinazione turistica/crocieristica, senza sporchi compromessi nel mezzo.
    Mi piacerebbe che venissero raggiunti questi due punti in comune e così lottare insieme per ottenerli…ma so già che non sarà così, altrimenti questo grande muro che ci divide non si sarebbe mai innalzato. A presto..

  9. Gian J Morici scrive:

    Kalumet, noto con piacere che c’è chi è capace di ben argomentare in merito determinati temi, senza per questo poter essere definito un signor “NO”. La mia posizione in merito all’argomento è certamente più radicale. Forse questo è dovuto ad un’analisi più globale, frutto di almeno 5 anni di ricerca e studio della materia. Nonostante ciò, il primo atto concreto da me prodotto (2006), fu quello di formalizzare la richiesta ad indire un referendum, affinchè fosse quantomeno una scelta democratica. Tutti sappiamo come andò a finire… Ourtroppo, non credo ci siano i presupposti perchè i fautori del “SI”, possano ripiegare su una realizzazione offshore (sarebbe a mio modesto avviso una soluzione più proponibile), anche perchè l’interesse dell’azienda e della politica, non è quello della risposta al fabbisogno energetico, quanto quello del business. Ne consegue che non si può realizzare un offshore il cui costo è certamente più elevato. Una convergenza può avvenire solo quando il dibattito è costruttivo, non viziato da interessi politici, nè condizionato dall’interesse economico degli imprenditori.
    Tengo a precisare che l’apprezzamento espresso al Suo commento, non deve essere attribuito ad una posizione comune sull’impianto, quanto alla capacità dialettica/espositiva ed alla manifesta onestà intellettuale.
    Con stima e simpatia
    Gian J Morici