Carissimo Direttore,
l’ultimo numero del nostro settimanale diocesano apriva con un articolo nel quale si chiedeva ragione della necessità di costruire un impianto di rigassificazione nella zona industriale di Porto Empedocle adiacente all’area portuale. Nell’articolo venivano anche proposti esempi di destinazione alternative come un villaggio turistico.
Mi permetta due obiezioni, una di metodo ed una nel merito della questione. Agrigento, ma forse gli agrigentini, sono famosi per l’ingegno ma per l’incapacità di realizzare quanto pensano. Ho imparato anche che la storia non si fa con i se, e che di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno. Probabilmente in quella zona si potrebbe costruire altro, ma allora perchè non è stato fatto? Ci troviamo con il nulla che pervade la nostra provincia, e del quale ad ogni bollettino statistico ci lamentiamo, e quando una azienda decide di investire nel nostro territorio ci ricordiamo che forse potremmo vivere d’altro e si potrebbe costruire dell’altro. Altro che puntualmente viene proposto come ostacolo e che, con precisione scientifica, non trova realizzazione. Alla fine resta il nulla, del quale lamentarci, ma che non sfama nessuno.
Nel merito mi consenta di intervenire provocando: cosa si costruisce normalmente in una zona a destinazione industriale? Buon senso fa immaginare che si costruiscano impianti industriali e che impianti turistici si trovino lontani da insediamenti industriali (in quella zona insiste l’impianto di dissalazione, a poche centinaia di metri c’è la centrale elettrica a combustione). Proporre un villaggio turistico in un’area attualmente destinata allo sviluppo industriale fa solamente onore al teatro dell’assurdo. In quella zona certamente potrebbero nascere altri insediamenti industriali, che non sarebbero incompatibili con l’impianto di rigassificazione e che non comprometterebbero la vocazione turistica del nostro territorio. Di questo ho assoluta certezza. Ho avuto modo di vivere da turista la splendida città spagnola di Barcellona. L’insistenza di un rigassificatore nell’area portuale della città non ha fatto diminuire il flusso turistico e Barcellona continua ad essere una meta per vacanze di tutto rispetto.
Inoltre l’investimento da 600 milioni di Euro, previsto per l’impianto di Porto Empedocle, potrà portare una boccata d’ossigeno all’economia locale, senza considerare che finalmente la città di Agrigento potrà contare su un porto attrezzato per l’attracco di grandi navi da crociera. A questo i soliti noti obbietteranno con scenari apocalittici e citazioni di regolamenti secondo i quali il porto sarà interdetto perpetuamente all’ingresso di navi diverse alle metaniere. Rispondo fin da ora con la realtà dei fatti: il già citato porto di Barcellona, nel quale attraccano contestualmente navi passeggeri e metaniere, e il golfo di La Spezia, che vede, adiacenti al molo di attracco delle metaniere, porti turistici e un arsenale della Marina Militare. Non posso, poiché fuori dalle mie capacità di essere umano, garantire la sicurezza del 100% dell’impianto -e chi potrebbe anche per le semplici mansioni casalinghe?- ma sono certo che la presenza di una grande azienda ed il sistema normativo vigente possono garantire la tranquillità dei cittadini empedoclini. Si consideri inoltre che l’impianto non produce emissioni nocive, e se il problema fosse il metano dovremmo ricominciare a riscaldarci con la legna.
Mi permetta un’ultima considerazione generale. Le firme che su queste pagine e su altre testate continuano ad opporre un no deciso al rigassificatore hanno la buona intenzione di salvaguardare il nostro patrimonio archeologico e paesaggistico, forse però non si rendono conto che questa tutela -alla quale, vorrei sottolineare, sono preposti anche enti giudati da seri e competenti professionisti della cui onestà non intendo dubitare- non può essere perpetrata a spese di un blocco assoluto ad ogni attività umana. Spero che il nostro settimanale non cada nel tranello di un ambientalismo che vede nell’uomo un problema per il pianeta, ma che invece consideri l’uomo la soluzione di ogni problema, anche quello ambientale. Nella vocazione dell’uomo di custodia del creato è anche inscritta la vocazione delle persone ad uno sviluppo completo, insieme culturale ed economico.
Fin quando la nostra splendida ed incontaminata Valle dei Templi verrà posta come obiezione a qualunque attività ed iniziativa, la sua integrità sarà in pericolo, perchè bagaglio culturale di pochi e percepita come ostacolo allo sviluppo di tutta la città. Quando però la tutela del nostro patrimonio archeologico e paesaggistico sarà motivo di uno sviluppo esteso, certamente si amplierà di quanti hanno a cuore il difenderne i confini. Confini che sanciscono stringenti misure di tutela all’interno, ma oltre i quali è permesso costruire ville e palazzi, come anche impianti industriali sempre nel rispetto di tutta la normativa di tutela ambientale.
Un approfondimento di altre tematiche, come le trivelle (da anni attive) in Val di Noto, probabilemte ci eviterebbe di confondere le idee ai nostri concittadini verso i quali abbiamo il dovere di una corretta informazione che vada oltre il politicamente corretto e gli steccati di posizioni ideologiche nelle quali, nonostante le buone intenzioni, è possibile incappare.
Giovanni Nocera


Carissimo Giovanni,
non smetterò mai di meravigliarmi per la capacità che dimostrate tutti coloro che siete favorevoli al rigassificatore, nel continuare a raccontare le fiabe come se gli agrigentini fossero tutti bambini e idioti nel contempo.
Può mai essere che nonostante le smentite – pubblicando persino la mappa del ministero ambiente, che VIETA IL DRAGAGGIO DELL’AREA PORTUALE INTERNA, ci propinate ancora la storiella delle navi da crociera?
Poichè siamo prossimi al Santo Natale, non puoi cambiare la favola e parlarci di Babbo Natale che con le sue renne ci porterà acqua, lavoro, sviluppo e TANTI POLITICI INTELLIGENTI, ONESTI, ALTRUISTI, ecc…ecc…?
Auguri di Buon Natale e un GASATO Anno Nuovo!
il divieto di dragaggio non l’ho mai letto…
mi sembra scontato che nei progetti per il VIA sia evidenziata un’area di dragaggio necessaria all’impianto di rigassificazione.
Mi fa piacere però che ora l’obiezione non sia più quella dell’interdizione perpetua alla navigazione… si vede che insistendo, voi del NO, riuscite ad essere obbiettivi!
Per gli auguri spero di incontrarti personalmente!
Male…male… Come si può parlare di ciò che si sconosce. Il divieto del dragaggio, è una di quelle cose che abbiamo più volte evidenziato, ma chissà perchè, continuate a parlare di navi da crociera. Gli auguri, te li faccio poi di presenza, ma tu prometti di studiare meglio i documenti ufficiali o la befana ti porterà il carbone e speriamo non sia carbon-coke…
Sull'obiettività, non mi pronuncio, altrimenti dovrei evidenziare come quelli del "SI", non riuscite ad esserlo neppure dinanzi l'evidenza dei fatti. Ho cambiato la fiaba – mi ero scocciato – e anzichè quella di Babbo Natale, vi ho scritto quella di Pinocchio…
A presto
Gian se la tua fonte del divieto è il foglio che definisce l'aea di dragaggio del porto come "OPERE CONNESSE ALL'IMPIANTO" chi racconta favole sei tu.
Controlla le prescrizioni e la VIA.