L’ingegnere Giuseppe Luzzio, amministratore delegato di Nuove Energie, si trova in aeroporto quando lo raggiungiamo telefonicamente e mentre attende la partenza del suo volo non si sottrae alle nostre domande sulla realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle.
Domande per conoscere lo stato dell’arte del progetto di Enel-Nuove Energie che consiste nella realizzazione di un terminale di rigassificazione Gnl della capacità di 8 miliardi di metri cubi all’anno.
Domande che si inseriscono in una fase del dibattito, attorno alla realizzazione di questa struttura, che si caratterizza per la decisione del sindaco di Agrigento di presentare un ricorso al Tar nei confronti dei soggetti autorizzatori del progetto.
Avviamo la nostra intervista telefonica chiedendo subito all’ingegnere Luzzio: a che punto è arrivato l’iter per la realizzazione del rigassificatore?
“Il fatto importante è che a fine settembre è stato definitivamente firmato il decreto di compatibilità ambientale, dal ministro dell’Ambiente e dal ministro dei Beni Culturali. L’aspetto principale da sottolineare è che comunque i due ministri nuovi, del Governo nuovo, hanno recepito totalmente il parere favorevole della commissione Via, che era stato espresso dal precedente Governo, un parere ottenuto con tanta sofferenza per noi perchè è stato impiegato molto tempo, dalla stessa commissione presieduta da Pecoraro Scanio, dal mese di aprile scorso.
Dopo l’emanazione di questo decreto, dunque, ora la palla ripassa alla competenza della Regione Siciliana che, in quanto regione a statuto speciale, ha competenza specifica in materia di energia. Ora si attende che la regione siciliana tenga la conferenza dei servizi, e avalle di questo adempimento emetta il decreto di autorizzazione alla costruzione d’esercizio”.
- Ingengere Luzzio, pensa che il ricorso al Tar presentato dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto possa ritardare l’iter o addirittura portare alla non realizzazione dell’impianto?
“Per quanto riguarda il ricorso al Tar, noi non siamo intervenuti in quanto è un ricorso contro quegli organismi politici che hanno dato le autorizzazioni nell’ambito delle loro sfere di competenza”.
- Nella sua visita privata nella Valle dei Templi, il direttore generale dell’Unesco ha dichiarato che anche con la costruzione del rigassificatore Agrigento resterà patrimonio dell’umanità: un altro punto a vostro favore?
“Mi fa molto piacere che abbiano detto una cosa del genere, perchè quello che io vorrei sottolineare è che il nostro impianto è previsto in un’area a destinazione industriale nel porto di Porto Empedocle. E’ per quell’area che chiediamo la concessione.
L’iter per la costruzione di quest’opera è iniziato a fine 2004, ma noi siamo subentrati a luglio 2007.
La presidenza della Regione dichiara che la costruzione dell’impianto non avrebbe controindicazioni, purchè siano sicuri, ambientalmente compatibili e che portino vantaggio per il territorio.
Dal punto di vista della sicurezza tutte le autorità, a livello regionale e a livello nazionale, si sono pronunciate favorevolmente. A livello di compatibilità ambientale abbiamo già ottenuto il relativo decreto. Rimane il punto della convenienza per il territorio, ma questo sarà, se la Regione decreterà di procedere, oggetto di accordi con il Governo siciliano. Comunque ora è una decisione politica, andare avanti o meno, una decisione che dipende dall’Aministrazione regionale in carica e dalle Amministrazioni locali.
Noi continuiamo ad investire tempo e denaro perchè reputiamo che si possa arrivare ad un esito positivo in tempi speriamo ragionevoli”.
- Lei ha detto che la palla passa alla Regione. Dall’inizio dell’iter, però, è cambiato il presidente in carica, da Cuffaro a Lombardo: lei ha mai incontrato il nuovo Governatore per parlare della realizzazione dell’impianto?
“No, non ci siamo mai incontrati ma mi risulta, da articoli letti sulla stampa, che Lombardo sia favorevole alla costruzione dei rigassificatori in Sicilia”.
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