Leggo la lettera pubblicata ieri da Gaetano Gaziano in cui rimprovera gli intellettuali siciliani per non avere fatto sentire la propria voce contro il progetto di un nuovo rigassificatore che Enel intende realizzare a Porto Empedocle. Sono laureato in ingegneria biomedica, vivo ad Agrigento, ho a cuore la tutela della Valle dei Templi e vorrei far sentire la mia voce. Posso considerarmi un “intellettuale”? O solo chi coltiva materie umanistiche ha diritto di parlare del bello e del giusto e vantare il monopolio dell’impegno civile? Il conflitto tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica, dovrebbe essere ormai da tempo superato. Per giudicare a esempio se il futuro impianto di rigassificazione di Porto Empedocle si vedrà oppure no dalla Valle di Templi e dalla Casa di Pirandello forse qualche nozione di ottica e di topografia sarebbe utile. Per stabilire se offenderà il paesaggio o contribuirà invece a migliorarlo credo sarebbero utili anche nozioni di urbanistica, architettura, fisica, ingegneria. Così come per discutere seriamente se sarà sicuro o no, se interferirà o meno con le attività della pesca e del turismo, forse una solida cultura tecnica ed economica sarebbero indispensabile.
Perché, allora, non dovrebbero essere considerati intellettuali tutti quegli esperti che, ognuno per le proprie competenze e nei propri ambiti, hanno autorizzato o sostenuto il progetto? Non è forse un intellettuale Giulia Mozzoni Crespi che ha dedicato la vita alla slavaguardia del patrimonio ambientale e culturale italiano? Non è forse una voce da ascoltare con attenzione? O va taciuta solo perché la Presidente del Fai dopo aver esamniato il progetto lo ha definito un’”opportunità unica” per lo sviluppo dell’area di Porto Empedocle, che non vede interventi da oltre 30 anni? O è intellettuale solo chi dice no e si oppone a qualunque innovazione anche se positiva?
Forse tutte queste persone, come lo scrittore Andrea Camilleri, si sono resi conto che il rigassificatore sorgerà in un’area industiale degradata che sarà risanata, non sarà visibile dalla Valle dei Templi e dalla Casa di Pirandello perché avrà i serbatoi interrati. E avranno valutato le potenzialità per lo sviluppo e l’occupazione di un’infrastruttura come questa, in un territorio che ha dovuto assistere a scempi che pochi intellettuali hanno denunciato e che nessuno è riuscito a impedire
Da ingegnere, che ha studiato il progetto, posso aggiungere che il nuovo impianto permetterà di utilizzare l’energia fredda generata dal processo di rigassificazione per la dissalazione dell’acqua marina o per la produzione di ossigeno e azoto liquido, con importanti ricadute sull’economia del nostro territorio. Mi permetto infine di ricordare, con orgoglio, che un grande scrittore italiano, Carlo Emilio Gadda, era ingegnere. A testimonianza che una solida preparazione tecnico-scientifica non fa male anche a chi preferisce dedicarsi alle lettere e alle belle arti. Ed è indispensabile per contribuire alla vita civile e al progresso del Paese.
La Repubblica (ed. Palermo), sabato 18 ottobre 2008, pag. IX
