La realizzazione dell’impianto, che avrà una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno e richiederà un investimento è di 550 milioni di euro, è vista con favore da gran parte degli ambienti politici ed economici. A cominciare dal sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, che lo ha ribadito di recente, precisando però che si tratta di una decisione che «va presa concordata con i ministeri, la popolazione, le autorità e il Porto».
Il fronte dei favorevoli prosegue con l’assessore regionale all’ambiente Vanni Lenna, anche se il governatore Renzo Tondo ha mostrarto una certa prudenza, e con il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che un mese fa ha legato la realizzazione del rigassificatore a un accordo industriale che apra nuovi business per la Lucchini-Severstal così da indurre il gruppo siderurgico a chiudere la Ferriera.
«E’ una decisione che riapre una serie di importanti opzioni per la citttà – commenta l’assessore comunale allo Sviluppo economico Paolo Rovis –. La giunta è favorevole alla costruzione dell’impianto purchè ci siano alcune contropartite: la bonifica dell’area; royalties o opere utili alla città; l’ingresso di AcegAps, con una quota significativa, nella società di gestione, faatto che porterebbe benefici sia al Comune sia alla cittadinanza».
Che la costruzione del rigassificatore sia un’opportunità da cogliere è stato ribadito qualche giorno fa anche dal presidente di Assindustria, Corrado Antonini, in un incontro con il presidente della Regione, Tondo.
