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La candidata all’ARS Caterina Busetta non è stata eletta. Per la verità il suo è stato un vero e proprio flop.

Per una campagna improntanta sul “chiaro NO al rigassificatore” (in realtà con un grossolano errore grafico nello spot nel quale il divieto è sul NO e non sull’immagine del rigassificatore), ma soprattutto di fronte alle sollevazioni popolari paventate dai comitati, la Busetta avrebbe dovuto ottenere un plebiscito.

In realtà nei comuni più vicini al sito la sua esperienza è stata disastrosa:

  • Agrigento 81 voti;
  • Porto Empedocle 2 (due) voti;
  • Realmonte 0 (zero) voti.

Normalmente da una batosta si impara. Si potrebbe imparare ad ascoltare, si potrebbe imparare a comprendere le ragioni delle popolazioni. Invece la Busetta spara a zero. Se la prende con gli agrigentini, se la prende con

questa città piccolo borghese, rassegnata e direi quasi anestetizzata, incapace di ribellarsi anche nei momenti più difficili in cui uno scatto di orgoglio sarebbe indispensabile (la mancanza d’acqua docet).
Se la provincia di Agrigento è rimasta l’ultima tra le province italiane, ciò non è casuale ma implica una corresponsabilità che coinvolge i cittadini oltre che la classe politica.

La politica, infatti, non è la sola responsabile del disastro agrigentino. Assiem

e alla politica latitante c’è la responsabilità di una borghesia piccola piccola che non ha saputo assumere il ruolo di classe dirigente e ha continuato a premiare politici incapaci e assenti e, con il suo silenzio e la sua rassegnazione, si è resa corresponsabile del mancato sviluppo, nonostante le grosse potenzialità culturali e paesaggistiche dell’intera provincia.

La colpa non è quindi della classe dirigente, in atto o potenziale, incapace di interpretare i bisogni della popolazione che spingono – per alcuni paradossalmente – a volere un rigassificatore. Secondo la Busetta la colpa è della borghesia piccola piccola, che non sa capire i politici (borghesia che stranamente viene elogiata dalla stessa parte quando vota il sindaco “in modo trasversale”).

Lapidario il commento de La Sicilia ad una lettera della Busetta:

A volte basta davvero poco per comprendere il perchè di una disfatta elettorale.

Altra perdente eccellente è la Interlanti, MPA, anche lei contraria (pur con qualche contraddizione) all’ipotesi rigassificatore.

C’è da ricordare però che Michele Cimino, sostenitore del fronte per il NOrigassificatore, nella sola Porto Empedocle ha ottenuto 1888 preferenze, 3702 ad Agrigento e 224 a Realmonte. Difficile comprendere quanto la vicenda rigassificatore abbia influenzato il voto rispetto al successo generale del PDL, come anche rispetto al fatto che Cimino non sia alla prima esperienza all’ARS.

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10 Responses to “Flop Busetta, colpa dei caproni”

  1. Gian J. Morici scrive:

    Caro Nocera,
    trovo assurdo voler misurare il fronte del dissenso al rigassificatore con il dato elettorale della signora Busetta.
    Se ci fosse un’attinenza tra le due cose, stia pur tranquillo che il risultato sarebbe stato diverso.
    Voglio solo ricordarle, ma lei lo ricorda certamente, come in pochi giorni nella sola Agrigento, il Comitato ha raccolto oltre 2000 adesioni al fronte del “No”.
    La prego, non mortifichi l’intelligenza degli agrigentini…

  2. Gian J. Morici scrive:

    P.S.
    Nuccio Schillirò. autore del commento alla lettera della Busetta, forse avrebbe dovuto meglio spiegare la sua opinione sulla disfatta elettorale.
    Ma visti i precedenti, da Schillirò non ci attendevamo altro.

  3. Insomma, sembra proprio che questo rigassificatore al Molo di Girgenti si farà, meglio li che a Priolo comunque.

    Mi dispiace per la Interlandi, ma lei si è trovata in mezzo ad un improvviso cambio di rotta per il discorso rigassificatori.

    Infatti mentre all’inizio c’era il NO assoluto, si è passato al SI solo per quello di Porto Empedocle.

    Mi dispiace per la Interlandi che ne aveva fatto una sua battaglia e la sua sconfitta è giusta, ma questa donna è molto in gamba e sono sicuro che al prossimo giro tornerà a cavallo per mettere a disposizione della Sicilia la sua forza.

    Su questo link spiego quale è il motivo del cambio di strategia sui rigassificatori:

    http://www.comitatosiciliano.org/rigassificatori-mpa.htm

  4. Gian J. Morici scrive:

    Non si capisce come mai possa essere pericoloso un impianto in un’area industriale dove potrebbe causare un “effetto domino”.
    Secondo i fautori del si al rigassificatore, non esiste alcun pericolo ed eventuali incidenti, non riguarderebbero “ASSOLUTAMENTE” le aree limitrofe all’impianto.
    Stando a queste dichiarazioni (castronerie), considerando inoltre che non esiste alcun impatto ambientale, qualsiasi sito dovrebbe essere idoneo ad ospitare tali impianti.
    Vogliamo continuare ancora a prenderci per i fondelli?

  5. francesco scrive:

    condivido pienamente la rabbia della Signora Busetta, per avere riportato semplicemente un minuscolo risultato elettorale , veramente insignificante ma la cosa era preannunciata a parer mio la colpa è dalla segreteri del partito Democratico che non ha saputo individuare figure adatti a gestire la cosa pubblica, trascinatori e con ampi consensi da parte dell’opinione pubblica, cosa si aspettavano della signora Busetta una “illustre” sconosciuta che gli passa tutta la vita a denunciare, ad opporsi contro ogni fonte di sviluppo per la nostra Agrigento meditate prima di fare certi errori con le candidature. Ultima cosa ma la Sig.ra Busetta essendo originaria di Lampedusa quanti voti a racimolato sull’isola ? Mi sembra pochissimi… contrariamente dall’altra sponda Lampedusa ha ottenuto una Senatrice eletta nelle fila della Lega Nord una grande conquista.

  6. jiappo scrive:

    A me fa molto sorridere la buffonata del NO con il divieto errato… commento che ritengo assolutamente ridicolo, ma purtroppo ognuno è libero, giustamente, di dire esattamente ciò che vuole!

    Quello che non mi spiego è:
    1. Come mai dopo l’adesione di 2000 persone, che a mio modesto avviso sono poche (pertanto si potrebbe fare molto di più) il rigassificatore, che avrà un impatto ambientale notevole, si farà ugualmente.
    2. Perchè nessuno spiega alla gente quali sarebbero i rischi e in modo molto più marcato quali sarebbero i cambiamenti che la costa potrebbe (ma potrei anche utilizzare un verbo più certo) subire.

    Io ritengo, come deve essere per tutto, che la gente vada informata a 360 gradi, dato che 50 posti di lavoro non giustificano assolutamente la realizzazione di un impianto di questo tipo in un luogo come il NOSTRO.

    Domanda: si sa già quando dovrebbero iniziare i lavori?

  7. Giovanni Nocera scrive:

    Risposte (così ti dimostro che sono aperto al dialogo quando poni domande pertinenti).

    1. In Italia la Costituzione -che voi Grilli dovreste conoscere- prevede degli organismi decisionali che sono eletti dai cittadini e li rappresentano fin tanto che durano in carica. Gli amministratori hanno il dovere-diritto di decidere. 2000 firme sono una minoranza, che va ascoltata e rispettata, ma che non può porre veti.
    2. Il Comitato per il No lavora per questo. Come ho avuto modo di scrivere, gli incidenti avvenuti in 50 anni sono modesti e la tecnologia è collaudata. Rigirando la domanda poteri dire: perchè nelle agenzie di viaggio non si illustrano i pericoli di un incidente aereo? Semplicemente perchè i benefici sono superiori alle percentuali di rischio, che non si azzerano neanche quando friggi un uovo a casa tua. Spesso non agire è più rischioso che agire.

    Provocazione (non tanto banale, ma spero aiuti la discussione): chiedi a 50 padri di famiglia se un impianto del genere non è giustificato.

    Cerca le immagini di Barcellona, il rigassificatore è al centro dell’aerea portuale. Ti risulta che la città abbia perso la sua vocazione turistica?

    Non so quando cominceranno, ti terrò informato.

  8. Gian J. Morici scrive:

    Una piccola precisazione:
    Le 2000 firme, sono state raccolte in quattro giorni e l’attività di raccolta delle firme, venne successivamente sospesa, poichè il Comune di Agrigento, si era fatto carico di indire il referendum.
    Questa “minoranza”, è di conseguenza ancora da quantificare, mentre per la presupposta maggioranza dei favorevoli all’impianto, mi limito ad invitarvi a vedere voi stessi gli espedienti ai quali si è dovuto ricorrere per fare informazione di parte:
    http://it.youtube.com/watch?v=Ztw_YDYNQnA
    Sembrerebbe inoltre, che il protagonista dell’intervista non sia neppure un dipendente dell’Enel e non sarebbe inopportuno chiedersi quanti altri padri di famiglia impreparati sull’argomento avrebbero trovato spazio sui media, se non fossero stati favorevoli all’impianto.
    Chiudo questo mio commento, invitandovi anche a prendere visione di come solo fino a poco tempo fa il Comune di Porto Empedocle era ritenuto dagli Amministratori locali a vocazione turistica, tanto da rientrare nel Pit Valle dei Templi, mentre all’improvviso riscopre una vocazione industriale dalla quale aveva notoriamente preso le distanze:
    http://www.lavalledeitempli.net/
    Qualcosa nei conti non torna…

  9. Warone scrive:

    Provocazione?…50 persone?…ma scusa…2000 persone sono una minoranza e 50 padri di famiglia hanno potere decisionale? :D

    Volete dare lavoro?…fatevi un calcolo su quanto lavoro porterebbe la raccolta differenziata porta a porta.

    Provocazione: ormai gli organismi decisionali sono scelti dai funzionari di partito…noi mettiamo solo una X (magari anche al tuo partito) e poi a prendere le decisioni è il solito Vasa Vasa :D