Quanti rigassificatori servono all’Italia? E soprattutto deve essere lo Stato o il mercato a decidere il numero degli impianti e la localizzazione? Sono le due tesi che hanno animato il dibattito di questa mattina nel workshop organizzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl). Da una parte Edoardo Zanchini (responsabile Energia di Legambiente), dall’altra Carlo Stagnaro (direttore Energia e ambiente dell’Ibl). Il rappresentante dell’associazione ambientalista ha sottolineato come il sistema attuale non funzioni: “Prendiamo atto che i 13 progetti di rigassificatori presentati vanno avanti con infiniti problemi e rischiamo di non avere risposta né al problema della sicurezza né della concorrenza per la fonte che garantisce meno emissioni di CO2. Occorre un sistema in cui vi sia certezza su alcuni impianti, in cui il soggetto pubblico dia garanzie ai privati che investono e alle comunità preoccupate dagli impianti. Scegliamo le aree dove fare alcuni rigassificatori, mettiamoli a gara, e sui progetti sia il pubblico a garantire qualità e sicurezza”. Anche per Stagnaro il sistema attuale non funziona. Non deve essere però lo Stato a decidere sul da farsi ma il mercato. “Le istituzioni – ha spiegato l’esperto dell’Ibl al VELINO – deve fissare solo le regole del gioco e gli standard ambientali. Spetta poi alle imprese decidere se e come realizzare gli impianti in generale, non solo i rigassificatori. Quindi, occorre premere l’acceleratore nel processo di liberalizzazione e, a monte di ciò, semplificare, linearizzare e rendere più certi i meccanismi autorizzativi degli impianti. Ciò non presuppone, anzi esclude, forme di pianificazione più o meno spinte: dallo Stato non possono però venire soluzioni ai problemi che lo stesso interventismo pubblico ha contribuito a creare”. Si possano sempre trovare delle vie di mezzo, ha sottolineato Stagnaro, come quella seguita per esempio dal nostro paese, che proprio sui rigassificatori ha creato una “cabina di regia” con il compito di scegliere quali impianti realizzare. “Il vero nodo è però ripensare le regole del sistema”, in un quadro, ha concluso Stagnaro che deve anche essere “coerente” con l’approccio che “l’Europa ha dimostrato di avere verso le liberalizzazioni”.
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