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Giovanni Nocera






Parliamo di rischio incidenti
set 26th, 2007 by Giovanni Nocera
E’ indubbio che lo stoccaggio di grandi quantità di una qualunque sostanza infiammabile possa essere potenzialmente pericoloso. Ma come scrive Piero Angela nel libro “LA SFIDA DEL SECOLO” circa la catastrofe peggiore che potrebbe accadere ad un impianto di rigassificazione
Siamo quindi nell’ambito della probabilità. Il discorso che farò potrà sembrare semplicistico, ma il ragionamento non fa una piega.
Per sciorinare una lista meritevole di essere letta, il Comitato No rigassificatore di Agrigento, ha dovuto cominciare da un incidente avvenuto nel 1944 per raggiungere quota 23 incidenti nel 2006. Meno di uno ogni due anni, la metà dei quali avvenuti prima del 1970, e alcuni dei quali assolutamente irripetibili (scontro di metaniera nel canale di Gibilterra, notoriamente molto trafficato, con un sottomarino nucleare che ha urtato con il periscopio e che non ha prodotto conseguenze). Nella lista minestrone sono stati inseriti anche incidenti di esplosione di gasdotti che nulla hanno a che fare con il progetto di Porto Empedocle e sono simili a quelli che ci portano GNL via terra dalla Russia, dovremmo rinunciare anche a quelli?
Sono del parere che molte delle attività umane comportino dei rischi, il lavoro della casalinga e quello dell’astronauta possono entrambi mettere in pericolo la vita di chi li compie. Se ancora l’umanità è cosciente che si debbano compiere azioni potenzialmente pericolose è perchè ci sono determinate azioni che vanno compiute, limitando per quanto possibile, la probabilità di incidenti.
Un esempio basterà a chiarire quello che dico. Nessuno è obbligato a prendere l’aereo, lo si fa per comodità. Il volo non è una necessità. Nonostante questo milioni di persone al mondo prendono l’aereo. Pur con una normativa di sicurezza puntuale e controlli accurati di tanto in tanto le cronache riportano la notizia di incidenti aerei. I morti solo nel 2005 per incidenti aerei sono stati 1454, nel 2004 517, per raggiungere un numero spaventoso se arriviamo fino alle origini dell’aviazione civile (qui una tabella riepilogativa).
Dovremmo smettere di volare? Naturalemte no, pretendiamo però che ci sia la massima osservanza delle norme di sicurezza al fine di tutelare la vita e la salute dei passeggeri. Ma una volta fatto il possibile, tutto il possibile e solo il possibile, non abbiamo altro da fare, l’impossibile per definizione non si può fare.
Qualcuno mi obietterà che gli incidenti aerei sono in percentuale accetabile rispetto al numero di voli e al volume di passeggeri. Vero, ma un incidente è improbabile anche se non impossibile.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per gli incidenti d’auto, ma non vi tedierò ulteriormente.
Cosa dunque dovrebbe pretendere la cittadinanza consapevole degli improbabili rischi di un impianto di rigassificazione?
La cittadinanza prima di imporre veti e propagandare la cultura dell’immobilismo che non porta a nulla, dovrebbe pretendere il rispetto assoluto della normativa vigente in materia di sicurezza.
Ogni attività umana comporta dei rischi, il principio morale che permette di agire anche in situazioni di rischio è la coscienza di aver fatto il possibile per rendere il rischio improbabile. Scegliere di non agire potrebbe essere altrettanto rischioso quanto agire.
Per chi non fosse ancora convinto eviti di prendere la macchina, c’è chi va in giro con una bombola di gas nel bagagliaio.
GN
Tags: Rischio di incidenti
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